Quando si parla di fertilità maschile, l'attenzione si concentra spesso su alimentazione, stile di vita, stress, fumo e temperatura testicolare. Anche alcuni farmaci possono però influenzare la produzione e la qualità degli spermatozoi.
Gli effetti possono riguardare la concentrazione, la motilità, la morfologia o il volume del liquido seminale. In altri casi, un medicinale può interferire con gli ormoni o con la funzione sessuale. La risposta varia da persona a persona e dipende anche dal principio attivo, dal dosaggio e dalla durata della terapia.
Testosterone e steroidi anabolizzanti
Tra le sostanze più importanti da considerare troviamo il testosterone assunto dall'esterno e gli steroidi anabolizzanti. Il loro utilizzo può ridurre la stimolazione ormonale necessaria alla produzione degli spermatozoi. L'assunzione di testosterone può quindi aumentare il livello dell'ormone nel sangue, ma allo stesso tempo ridurre la spermatogenesi. In alcuni uomini la produzione può diminuire in modo significativo, fino alla completa assenza di spermatozoi nell'eiaculato.
Gli steroidi anabolizzanti possono provocare un effetto simile. Per questo motivo, chi sta cercando una gravidanza dovrebbe informare il medico prima di iniziare una terapia con testosterone o utilizzare sostanze anabolizzanti.
Farmaci per prostata e caduta dei capelli
Finasteride e dutasteride appartengono agli inibitori della 5-alfa-reduttasi. Questi medicinali vengono utilizzati soprattutto per l'iperplasia prostatica benigna e, a determinati dosaggi, per l'alopecia androgenetica. Alcuni studi hanno osservato possibili variazioni dei parametri seminali durante il trattamento. Tra gli effetti descritti troviamo una riduzione del volume dell'eiaculato e, in alcuni uomini, cambiamenti nella concentrazione degli spermatozoi.
Le evidenze disponibili suggeriscono che tali modificazioni possono essere reversibili dopo la sospensione del trattamento. La risposta, tuttavia, non è uguale per tutti.
Questo non significa che finasteride o dutasteride causino necessariamente infertilità. In caso di difficoltà nel concepimento, è comunque opportuno parlare con il medico. La terapia non dovrebbe essere modificata autonomamente.
Questo non significa che finasteride o dutasteride causino necessariamente infertilità. In caso di difficoltà nel concepimento, è comunque opportuno parlare con il medico. La terapia non dovrebbe essere modificata autonomamente.
Sulfasalazina e alcuni farmaci utilizzati nelle malattie infiammatorie
La sulfasalazina viene utilizzata per il trattamento di alcune malattie infiammatorie intestinali e reumatologiche. È anche uno dei farmaci per i quali sono state osservate alterazioni della fertilità maschile.
Gli studi hanno collegato il trattamento a possibili cambiamenti nella concentrazione e nella motilità degli spermatozoi. In molti casi, questi effetti sembrano essere reversibili dopo la sospensione o la sostituzione della terapia. La decisione deve però essere sempre personalizzata. Interrompere senza controllo medico un farmaco utilizzato per una malattia cronica può infatti comportare rischi per la salute.
Antidepressivi
Anche alcuni antidepressivi sono stati studiati per il loro possibile effetto sulla fertilità maschile. L'attenzione si è concentrata soprattutto sugli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, noti come SSRI. Alcune ricerche hanno evidenziato possibili variazioni dei parametri seminali. Le prove scientifiche, però, non sono ancora definitive. Una revisione sistematica recente ha sottolineato la presenza di studi limitati e spesso basati su campioni ridotti o trattamenti di breve durata.
È importante considerare anche l'effetto della condizione trattata. Depressione e ansia possono infatti influenzare la funzione sessuale e il benessere generale. Per questo motivo, un antidepressivo non dovrebbe essere sospeso senza il parere del medico.
Oppioidi e altri farmaci che agiscono sul sistema ormonale
Gli oppioidi rappresentano un'altra categoria di farmaci che può avere effetti sulla funzione riproduttiva maschile. Tra le sostanze studiate rientra anche il tramadolo.
Il possibile meccanismo riguarda soprattutto l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, che regola la produzione degli ormoni coinvolti nella funzione testicolare. Un'alterazione di questo sistema può avere conseguenze sulla spermatogenesi.
Il possibile meccanismo riguarda soprattutto l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, che regola la produzione degli ormoni coinvolti nella funzione testicolare. Un'alterazione di questo sistema può avere conseguenze sulla spermatogenesi.
È utile distinguere questi effetti da quelli che riguardano direttamente la funzione sessuale. Alcuni farmaci possono infatti provocare problemi di erezione o eiaculazione senza danneggiare necessariamente gli spermatozoi.
Chemioterapici e farmaci con effetti gonadotossici
I farmaci utilizzati nella chemioterapia meritano un'attenzione particolare. Alcune sostanze possono danneggiare le cellule coinvolte nella produzione degli spermatozoi.
L'impatto sulla fertilità dipende dal tipo di farmaco, dal dosaggio e dalla durata del trattamento. In alcuni casi la produzione spermatica può recuperare nel tempo. Altre terapie possono invece provocare un danno più duraturo o permanente.
L'impatto sulla fertilità dipende dal tipo di farmaco, dal dosaggio e dalla durata del trattamento. In alcuni casi la produzione spermatica può recuperare nel tempo. Altre terapie possono invece provocare un danno più duraturo o permanente.
Quando possibile, gli uomini che devono affrontare un trattamento potenzialmente dannoso per la fertilità dovrebbero discutere con il team medico le possibilità di preservazione della fertilità. La crioconservazione degli spermatozoi può rappresentare un'opzione prima dell'inizio della terapia.
Un farmaco può davvero cambiare il risultato di uno spermiogramma?
La risposta è sì, in alcuni casi. La qualità del liquido seminale viene valutata attraverso diversi parametri. Tra questi troviamo concentrazione, numero totale, motilità e morfologia degli spermatozoi. Un farmaco può influenzare uno o più di questi valori. Tuttavia, un singolo risultato alterato non permette di stabilire automaticamente la causa del problema.
La spermatogenesi è un processo complesso che richiede tempo. Per questo motivo, dopo la modifica di una terapia, può essere necessario attendere prima di osservare eventuali cambiamenti nei parametri seminali.
Cosa fare se si sta cercando una gravidanza?
Chi assume regolarmente un farmaco e desidera avere un figlio dovrebbe parlarne con il proprio medico. Il professionista può valutare i possibili effetti della terapia e considerare eventuali alternative, quando disponibili. Non è consigliabile interrompere o modificare autonomamente un trattamento. La sospensione improvvisa di alcuni medicinali può essere dannosa e, in determinate situazioni, peggiorare la condizione per cui il farmaco è stato prescritto.
In presenza di difficoltà nel concepimento, il medico può suggerire uno spermiogramma. Questo esame permette di valutare diversi aspetti della qualità del liquido seminale e può aiutare a individuare eventuali anomalie.
Il ruolo dei test sulla motilità degli spermatozoi
Un controllo della qualità dello sperma può essere utile anche per monitorare eventuali cambiamenti nel tempo. SwimCount, ad esempio, permette di valutare la quantità di spermatozoi progressivamente mobili presenti nel campione. Il test può offrire un'indicazione sulla motilità progressiva, ma non sostituisce lo spermiogramma di laboratorio. In presenza di risultati anomali o di difficoltà nel concepimento, è quindi importante rivolgersi a un medico o a uno specialista della fertilità.
In conclusione
Diversi farmaci possono influenzare la fertilità maschile, ma il loro impatto non è sempre uguale. Testosterone e steroidi anabolizzanti possono ridurre la produzione degli spermatozoi. Finasteride e dutasteride possono modificare alcuni parametri seminali. Anche sulfasalazina, oppioidi, alcuni antidepressivi e determinati trattamenti oncologici possono avere effetti sulla funzione riproduttiva.
Un possibile effetto sulla fertilità non significa necessariamente che il farmaco debba essere sospeso. Ogni situazione deve essere valutata individualmente, considerando sia i benefici della terapia sia l'eventuale progetto di paternità. Se si sospetta che un medicinale possa influenzare la qualità dello sperma, il primo passo è parlarne con il proprio medico. Una valutazione appropriata permette di scegliere il percorso più sicuro e adatto alle proprie esigenze.

