La fertilità dell'uomo in Italia, nel 2016
(fonte: Ministero della Salute)

Marzo 09, 2017

Il Ministero della Salute ha rilasciato dei dati molto interessanti sulla fertilità maschile in Italia. Approfittiamone, osservando da più vicino quale è stata la situazione durante e prima del 2016.

Le ricerche hanno confermato come la fertilità sia in preoccupante calo: nel 2016, 1 coppia su 5 ha avuto difficoltà di procreazione per vie naturali, il doppio rispetto a 10 anni fa. Queste difficoltà, e quindi le cause d'infertilità sono legate all'uomo (40%), o alla donna (40%) o ad entrambi (20%). Altro dato allarmante è che, negli ultimi 50 anni, il numero di spermatozoi si è dimezzato.

Ciò che colpisce particolarmente sono i tempi che intercorrono tra il manifestarsi del problema e la scoperta della causa (l'infertilità è maschile o femminile?). Mediamente una coppia si rivolge al medico dopo ben 13 mesi.  

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Nel 13% dei casi, l'infertilità di coppia può essere collegata al fumo.
L'infertilità può essere causata inoltre dall'abuso di alcool, da disturbi alimentari (12% dei casi) e dall'ambiente che ci circonda (materie plastiche, pesticidi e sostanze inquinanti).
L'infertilità può essere anche la conseguenza del cancro e di cure oncologiche: il 25% dei pazienti trattati con chemioterapia soffre di azoospermia (mancanza di sperma nel liquido seminale) dopo 2-5 anni dal trattamento.

Focus: Uomo e fertilità

Come sopraccennato, i problemi di infertilità di una coppia sono attribuibili all'uomo nella metà dei casi, e il 30% di questi non riceve una diagnosi certa.


Patologie

Riportiamo in una tabella le principali malattie che possono causare l'infertilità maschile:

  Cosa è? Chi interessa?
Varicocele Dilatazione delle vene nel testicolo. ne soffre il 10%-20% degli italiani e compare principalmente nei ragazzi tra gli 11 e i 16 anni (nella maggior parte dei casi non si manifesta).
Criptorchidismo Mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli alla nascita. viene colpito il 3%-5% della popolazione infantile; il 30% dei bambini prematuri o con basso peso alla nascita.
Azoospermia Assenza di spermatozoi nel liquido seminale. ne soffre il 10%-20% degli uomini infertili.

Fattori

Oltre al fumo e all'alcool, ci sono altri fattori che possono alterare l'apparato riproduttivo di un uomo. 

  Conseguenze
Fumo Riduce la qualità (vivi o morti, motili o non-motili, sani o malformati) e il numero di spermatozoi (determina una diminuzione del 20% nei forti fumatori). 
Alcool Riduce numero e qualità degli spermatozoi e causa l'ipogonadismo (bassa produzione di testosterone da parte dei testicoli).
Alimentazione Sia obesità che eccessiva magrezza sono deleteri. L'obesità può portare alla riduzione di testosterone e all'aumento delle alterazioni genetiche nel DNA.
Sostanze dopanti Inibiscono la produzione di tesosterone. Provocano gravi scompensi metabolici. Possibile causa di azoospermia e alterazione dei caratteri sessuali secondari.
Sostanze stupefacenti La marijuana può diminuire la motilità e il numero degli spermatozoi e alterare gli ormoni.
La cocaina può causare disfunzione erettile e infertilità.
Gli oppiacei possono causare ipogonadismo e aumentano le alterazioni genetiche del DNA degli spermatozoi
Caldo L'aumento costante di 1-2 gradi nello scroto può compromettere lo stato dei testicoli. Attenzione ai lavori che espongono il nostro organismo ad alte temperature e ai lavori che fanno stare per molto tempo seduti.
Malattie sessualmente trasmissibili Possono causare quantità e qualità degli spermatozoi e la loro capacità di penetrare l'ovulo. Patologie correlate sono: l'uretrite, l'epididimite e l'orchite prostatite.
Fattori ambientali Il maggiore rischio è legato agli interferenti endocrini contenuti in solventi industriali, materiali plastici, pesticidi, metalli pesanti e sostanze inquinanti. Questi interferiscono con la produzione di ormoni e se non curati in tempo contribuiscono per il 20% all'aumento di malattie dell'apparato riproduttivo.  


Per prevenire e curare l'infertilità maschile è consigliato: adottare uno stile di vita sano, utilizzare il preservativo, parlare col proprio medico di famiglia e effettuare controlli periodici.

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I dati per la realizzazione di questo articolo sono stati ricavati dalle infografiche del Ministero della Salute:




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